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36. TURNO
 
02.06.2013
 
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24.05.2013 - DRAGAN MIHAJLOVIC, AD AARAU POSSIAMO FAR BENE!

Sgambettare l’Aarau, forse l’ultima perla da chiedere ad una stagione da incorniciare. Anzi, un campionato quasi da voti massimi, secondo Dragan Mihajlovic. Direi 8,5-9. Ad inizio stagione, pur giocando in un’altra squadra, mi immaginavo il Wohlen più in alto, il Lugano con Morandi anche, e coinvolte nella lotta per non retrocedere Locarno, Bienne e Chiasso. Non pensavo si potesse arrivare così in alto, con le aspettative con cui si era partiti nessuno lo credeva, anche se ormai sono anni che riguardo al Chiasso si ripetono le stesse cose.
Un Chiasso dei miracoli, insomma, in cui anche lui da gennaio ha trovato la sua dimensione. A Bellinzona avevo giocato abbastanza ed anche bene sopratutto nell’ultima parte del 2012, dopo le vacanze ho trovato mister Andermatt che non mi voleva. Le possibilità erano stare fermo sei mesi oppure cercarmi un’altra squadra, col Chiasso ci abbiamo guadagnato sia io che loro. Mi sono inserito bene nel gruppo, ho aspettato il mio momento per giocare. Credo che due gol in poco meno di una decina di partite e due assist siano un buon bottino, sono soddisfatto delle mie prestazioni. Vorrei fare ancora qualche gol. Qui ho dimostrato il mio valore, devo continuare così e fare di più per un salto di qualità, che intendo in termini di gol in più e di incisività. Ha firmato un contratto di tre anni, una rarità per le abitudini rossoblu. Tutti mi fanno questa domanda, io credo che un contratto dipende da chi lo fa, a 22 anni non potevo firmare solo per un anno. Se lui è sicuro di restare, quasi tutti i suoi compagni devono ancora discutere con la società. Non è un fattore che pesa, mi dispiace per chi non ha un contratto per l’anno prossimo, ma per loro può essere uno stimolo per metterci ancora qualcosa in più, però di certo questo non li frena. Anche della posizione di mister Bordoli si sta parlando parecchio. Sarà lui ad avere i suoi motivi e deciderà in merito. Noi siamo felici di quello che stiamo facendo e consapevoli che è stata un’annata positiva. Non parliamo tra di noi della situazione del mister, certamente lo vogliamo perché ci siamo trovati tutti bene , però siamo dipendenti del Chiasso per cui chiunque ci sia noi lo seguiremo.
Dragan è nato in Serbia, ma era piccolissimo quando si è trasferito in Svizzera. La trafila delle nazionali per ora l’ha fatta in rossocrociato. Non è stata una scelta, sono arrivato qui e quindi ho fatto le nazionali con la Svizzera, secondo me a livello giovanile non è importante fare una scelta. Adesso come adesso il problema non si pone, se un giorno arriverà deciderò. La mia idea ce l’ho, ma non mi va di parlarne ora. Per il futuro, vorrebbe un’esperienza magari in Italia, oppure in qualsiasi campionato ove vi sia calcio vero. A dire il vero, Mihajlovic nella vicina penisola ha già passato un anno, con la maglia del Parma. Ero nella Primavera però mi allenavo anche con la prima squadra. È stata la mia prima esperienza lontano da casa, a 18 anni credevo di essere pronto. Poi sono tornato a Bellinzona, avevo la possibilità di giocare in Super League. Andare a Parma? Sì, lo rifarei, se tornassi indietro al momento in cui ho dovuto scegliere farei la stessa cosa.
La sua carriera, a parte quella parentesi e i mesi in rossoblu, è completamente legata al colore granata. Esordisce giovanissimo in Challenge League. Avevo 16 anni, mi fece debuttare mister Petkovic. In Super League invece il tecnico del mio esordio fu il compianto Roberto Morinnini, un allenatore che mi stimava, quando avevo 17 anni. Di quel periodo il ricordo più vivo è il pari col Servette ma anche tanti momenti belli, giocavo molto nella categoria maggiore e avevo trovato un buon ritmo e fiducia.
Quello che sta terminando è un campionato che, almeno in coda, si è deciso presto. Se la classifica del Locarno dice questo, osserva Dragan, se sono in basso lo meritano, sono la squadra più debole del campionato. Contro di loro sabato abbiamo fatto la nostra partita, come fatto nelle ultime gare. Siamo stati bravi perché anche se loro non sono fortissimi andare sotto non è mai facile. È opinione diffusa che il torneo abbia perso interesse a causa del Locarno. Non è colpa loro, normale che con un campionato a 10 squadre corri questi rischi. Servirebbe un’altra squadra che lotti per non retrocedere, così in effetti a metà campionato si sapeva quasi di certo che sarebbero stati loro ad andare in Prima Lega. Secondo Mihajlovic, anche il discorso promozione è ormai chiuso. L’Aarau ha già vinto il campionato, il Bellinzona ormai si vede togliere dei punti. I nostri prossimi avversari sono primi sia per meriti sportivi sia per questa situazione strana che stanno vivendo in granata. Come si fa a battere la capolista senza tanti uomini in difesa? Dobbiamo andare là e difendere tutti, anche noi di metà campo dobbiamo dare una mano in più, anche se credo che abbiamo gli uomini adatti per la difesa per cui la condizione non è così grave. Se facciamo una partita da squadra e con sacrificio, difendendo bene tutti insieme e ripartendo, possiamo fare bene. Un Aarau già fermato sullo 0-0 al Brügglifeld, a cui si è dato del filo da torcere al Comunale, uscendo una volta sconfitti e una volta vincenti ma sempre a testa alta. Per Dragan Mihajlovic e il Chiasso la sfida alla capolista è lanciata!

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