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1. TURNO
 
19.07.2014
 
FC Chiasso
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FC Le Mont LS
 
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2. TURNO
 
27.07.2014, ORE 15:00
 
FC Biel-Bienne
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FC Chiasso
 
24.04.2014 - DAVIDE RIVA, È IL MOMENTO DECISIVO DELLA STAGIONE!

Un gol nel momento giusto. È una bella soddisfazione dopo mesi difficili in cui ho giocato poco, soprattutto all’inizio, sto trovando più continuità ed ora anche la rete, che tra l’altro è stata anche bella! È felice, Davide Riva. La sua marcatura a Ginevra è valsa un punto al Chasso, e il giovane centrocampista sta vivendo un periodo in cui, finalmente, ha la possibilità di scendere in camp più spesso. Sinora solo una decina di presenze, nella stagione in cui paradossalmente ha potuto allenarsi con più continuità. Negli anni scorsi ho avuto tanti problemi fisici, non potevo mai allenarmi con regolarità, anche l’anno con Ponte, quando ero appena arrivato, lui puntava su di me e per un infortunio banale sono stato fermo cinque mesi. Adesso ho risolto i guai alla schiena. Dolori che lo avevano afflitto per lungo tempo, senza che nessuno trovasse una soluzione. Certo che il corpo umano è difficile da decifrare! Avevo delle fitte in fondo alla schiena che mi impedivano di allenarmi, quest’estate sono stato da un chiropratico a Milanello il quale ha capito che veniva tutto dai denti e dal fatto che non masticavo in modo giusto. Mi ha prescritto un bite, lo portano diversi calciatori ultimamente, inizialmente lo tenevo anche di notte per abituarmi ed ora solo per gli allenamenti e le partite. Ora potermi allenare in questo modo è tutt’altra vita! In ogni caso, per Davide sono obbligatori esercizi supplementari di posture e scarico. Sì, mi portano via una mezz’oretta al giorno, non importa, si è giovani e si fanno i sacrifici. Che piano piano stanno dando i loro frutti. Ramella aveva fiducia in me, però in quel periodo avevo problemi con il bite da tenere in bocca, e lui è rimasto poco. Komornicki proprio non mi vedeva, puntava su altri giocatori. Per Zambrotta penso non sia facile, è la sua prima esperienza come tecnico e ci sta mettendo coraggio e carattere. Sta cercando di imparare con noi, e noi siamo tutti con lui. Crus, che ha voluto lui, gli dà una grossa mano.
Capire cosa non abbia funzionato in questa travagliata stagione non è facile. Sono convinto che per il valore della rosa dovremmo avere almeno 10-15 punti in più, abbiamo giocatori che vengono dalla Super League. Non so che cosa sia mancato, siamo partiti male e abbiamo avuto confusione, ci sono stati diversi fattori per cui ci siamo complicati la vita da soli. La volontà l’abbiamo sempre messa, poi è dura uscire da un tunnel del genere, calcolando anche che non eravamo abituati a questo tipo di lotta. Dover rincorrere ha messo pressione in più, nel calcio anche se hai fatto bene gli anni prima fai in fretta a farti male, se manca la giusta cattiveria. Il destino però è nelle nostre mani. Quella che ha portato alla Pasqua è stata una vera settimana di passione. A mente fredda, si può ammettere che sì, la partita col Locarno era quella della vita, valeva tantissimo. Perdere o pareggiare anche psicologicamente non sarebbe stato facile, invece vincere in modo netto, come un mese fa, ci ha dato uno slancio, ci ha fatto capire che siamo superiori. È stata una vittoria fondamentale, se anche fosse arrivata con un punteggio meno largo sarebbe andato bene lo stesso, soprattutto in un periodo come quello attuale se si vince giocando bene è meglio però contano i risultati, metterci cattiveria, buttarla dentro, più che l’estetica, ma così è fondamentale. È la svolta? A mio avviso c’è stata già quando siamo ripartiti alla pausa, abbiamo ricominciato in un altro modo e nel ritorno infatti ce la siamo sempre giocata con tutti, lottando. Abbiamo un piglio diverso. In diverse circostanze si ha avuto l’impressione che il Chiasso potesse spiccare il volo, salvo poi non riuscirci davvero. Parlare del passato è difficile,mancava continuità, che ci auguriamo di aver trovato ora. Noi ci siamo sempre dati da fare, non abbiamo mai mollato.
Quattro punti in sei partite, per Riva un bottino da tenersi stretto. Erano importanti, li volevamo a tutti i costi, siamo nella parte fondamentale della stagione ed ogni punto può essere decisivo. Dobbiamo continuare così per le ultime sei partite, dopo ogni incontro vediamo il video per cercare di migliorare, si deve farlo soprattutto in fase di concretizzazione, dove creiamo tanto senza segnare. Alle porte c’è un altro fine settimana di fuoco: al Riva IV scende lo Sciaffusa, con un occhio a Wohlen-Locarno. Se vincessimo guadagneremmo punti su una o su entrambe, siamo ancora più carichi, oltretutto abbiamo l’occasione di giocare davanti al nostro pubblico. Loro sono un’ottima squadra, sicuramente credono alla possibilità di andare in Super League,almeno finchè la matematica non li condanna. Secondo me il Vaduz è troppo forte dal punto di vista fisico, però ci proveranno, e noi dobbiamo metterci più cattiveria. Dovremo tenere gli occhi aperti su Rossini, ed anche su Frontino, a mio avviso uno dei migliori calciatori della categoria. Lo scontro diretto di Wohlen peserà, per chi perde non è la fine però uscire sconfitti da una sfida così fa male per la classifica e il morale, tanto viene da li perché sono la testa e il cuore che ti fanno dare di più. Che risultato preferiamo? Per noi è indifferente.
Davide, soprannominato il Piccolo Mozart, confessa di preferire la posizione in cui è stato impiegato a Ginevra. Mezz’ala con possibilità di inserirmi è il ruolo che mi diverte di più. Nel frattempo, concilia gli studi di economia e il calcio. È un sacrificio, alla mattina vado a scuola e nei week end devo studiare, però la carriera non è infinita, e avendo la possibilità a Lugano mi sono iscritto, assieme a Tarchini. Come sportivi un po’siamo aiutati, poi ovviamente dipende da noi. Un domani mi piacerebbe restare nel calcio, magari con un ruolo dirigenziale, ma finchè potrò giocherò. È difficile fare previsioni, cambia tutto così in fretta! Adesso ha un desiderio. Poter crescere senza intoppo fisici!. Per lui e per il Chiasso.

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